Invocati quando scarseggiano, respinti quando abbondano: sole e calore sono di per sé piacevoli, tuttavia in casa vanno dosati a dovere. La temperatura a partire dalla quale il calore di un’abitazione è percepito come un fastidio dipende da individuo a individuo, oltre che da fattori come l’attività che si sta svolgendo, l’umidità e il movimento dell’aria (vento).
Di norma si considerano confortevoli una temperatura di 20-22 gradi e un’umidità intorno al 50-60 %. Per ottenere un microclima gradevole anche d’estate, la casa deve anzitutto essere costruita correttamente. Inoltre è necessario saperla mantenere fresca, prima di tutto evitando che il calore entri dall’esterno.

Ecco alcuni consigli al riguardo:

1# arieggiare bene di notte, specie nelle ore che precedono l’alba, quando la temperatura è più fresca. Creare una moderata corrente d’aria;

2#di giorno, invece, tenere porte e finestre chiuse; evitare che i vetri delle finestre siano colpiti direttamente dai raggi solari ombreggiandoli dall’esterno (mediante tende, veneziane o frangisole);

3#non usare a lungo i fornelli di giorno, ma cuocere i cibi in anticipo la sera, arieggiando poi bene la cucina durante la notte; per avere sollievo dall’afa, utilizzare un ventilatore;

4#in generale: minore è la differenza tra temperatura interna ed esterna, minore è il rischio di raffreddori o di problemi di pressione arteriosa.

5#ombreggiare i muri, con tende, piante, cannucciato, il principio è di non far assorbire al muro calore durante la giornata, In questo modo si può risparmiare fino al 40% dei costi per il raffreddamento della casa, senza contare l’effetto estetico, lavorando sui colori di tende e persiane.

6#bagnare i muri nel tardo pomeriggio, per disperdere calore accumulato. Parte di questa energia assorbita, viene trasferita nella casa di notte per mezzo della conduzione, con il conseguente aumento del calore.

In estrema sintesi occorre schermare, ombreggiare la casa, una parete a sud, può raggiungere anche i 70 gradi al sole.

“Ciò che protegge dal freddo protegge anche dal caldo”: l’antico proverbio beduino vale anche per le abitazioni.

Gli accorgimenti per difendersi dal caldo estivo andrebbero studiati già in fase di progettazione della casa.

Un buon isolamento termico dell’intero edificio (pareti esterne, tetto ecc.) mantiene l’abitazione calda d’inverno e fresca d’estate;
montare infissi di qualità, possibilmente con vetri parasole (leggermente oscurati), controllando sempre il valore U che indica la trasmissione termica delle finestre in entrambe le direzioni (dall’interno all’esterno d’inverno e viceversa d’estate).
Ma attenzione: anche le finestre e i vetri migliori servono a poco, se non si provvede a ombreggiarli dall’esterno!
isolamento termico delle pareti perimetrali: gli edifici, specie quelli di struttura leggera, si surriscaldano rapidamente se non sono isolati alla perfezione. Nel caso di pareti sottili, l’unico rimedio efficace è un isolamento a cappotto (esterno);
La casa passiva presenta condizioni di comfort ideali, poiché risulta automaticamente climatizzata grazie al sistema di ventilazione che attinge l’aria da sottoterra, dove le temperature si mantengono per tutto l’anno sui 12-13 gradi;
Durante i lavori di costruzione accertarsi che le superfici vetrate rivolte a sud siano opportunamente schermate dall’esterno (ad es. mediante frangisole, veneziane). In ogni caso evitare l’irraggiamento diretto dei vetri;
Un adeguato isolamento dell’edificio (v. “Edifici a tenuta d’aria”) aiuta a impedire infiltrazioni e dispersioni d’aria incontrollate attraverso giunzioni e fessure, e quindi previene anche la penetrazione di calore nei mesi estivi;
Gli alberi decidui ad alto fusto davanti all’edificio costituiscono un ottimo sistema di climatizzazione: grazie all’evaporazione dell’acqua attraverso le foglie, essi aumentano l’umidità nell’aria. Inoltre gettano ombra sulla casa, contribuendo ad abbassare sensibilmente e in modo naturale la temperatura.

Climatizzatori: energivori e malsani

Il climatizzatore andrebbe installato solo qualora non si possano adottare soluzioni alternative. I climatizzatori sono generalmente sconsigliati sia perché consumano un sacco di energia (vedi blackout elettrici nei mesi estivi), sia per i danni alla salute connessi al loro impiego. Le persone che stazionano a lungo in locali condizionati lamentano frequentemente disturbi alle vie respiratorie e malesseri. Il climatizzatore sottrae umidità all’aria, il che causa irritazioni alle vie respiratorie superiori e alla mucosa nasale, con conseguenti infiammazioni della gola e riduzione delle difese immunitarie. Il rischio di infezioni aumenta anche in mancanza di una regolare manutenzione del climatizzatore, che può divenire un veicolo di batteri e virus. Chi vive/lavora in ambienti climatizzati manifesta spesso reazioni allergiche, irritazioni cutanee, degli occhi o delle mucose, emicrania, affaticamento e disturbi di concentrazione, laddove questi ultimi sono imputabili anche alla cattiva ionizzazione dell’aria condizionata (prevalenza di ioni positivi che compromettono il nostro benessere).
Prima di acquistare un climatizzatore, converrebbe dunque valutare bene tutte le possibili alternative. Altrimenti l’unico risultato che si rischia di ottenere non sono stanze più fresche, ma megabollette elettriche ed effetti nocivi sulla salute.

Climatizzatori a confronto

La fondazione Warentest ha effettuato un confronto dei climatizzatori in commercio (test online del 10.06.2005). Ne è emerso che, nelle giornate estive più calde, un apparecchio cosiddetto “monoblocco” installato in una stanza di media grandezza riesce a ridurre la temperatura a malapena di 5 o 6 gradi. Un po’ meglio funzionano gli apparecchi “split” – con compressore separato da installare all’esterno sulla parete o in balcone. La rumorosità di diversi apparecchi testati risulta superiore alla loro capacità di raffrescamento. Inoltre quasi tutti presentano un consumo di energia molto alto.

Fonti e ulteriori informazioni:
http://www.stiftung-wartentest.de

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