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Edifici a tenuta d’aria

Qualità e risparmio energetico

Un edificio dotato di involucro impermeabile all’aria non aiuta solo a risparmiare energia e denaro. Esso è anche meno soggetto a danni strutturali e, al contempo, offre un migliore comfort abitativo.
Naturalmente le infiltrazioni e le dispersioni interessano anche gli edifici a tenuta d’aria, ma qui si mantengono quanto meno entro limiti accettabili. In realtà il problema più frequente è ancora quello di una scarsa, piuttosto che di una eccessiva ermeticità, laddove la circolazione di flussi d’aria indesiderati accresce la dispersione di energia e il rischio di danni alle strutture.L’impermeabilità di un involucro edilizio può essere accertata mediante il “blower-door-test”, che misura il tasso di ricambio d’aria dovuto alle infiltrazioni. Eseguendo questo test durante i lavori di costruzione, si possono adottare le eventuali misure correttive contro le dispersioni termiche, prevenendo così i danni agli elementi costruttivi e i relativi costi di risanamento.Perché una casa a tenuta d’aria?

Una buona impermeabilità all’aria non è solo indice di qualità dei lavori eseguiti; tale caratteristica riduce anche le dispersioni di calore e quindi i costi energetici, migliora il comfort abitativo, previene la formazione di condensa negli elementi costruttivi, annulla l’effetto dei ponti termici, impedisce le infiltrazioni di radon dalla cantina e migliora l’efficienza dell’impianto di ventilazione.
Qual è la situazione normativa in Italia e in Europa?
Come già accennato, il grado di ermeticità di un edificio, e quindi la sua qualità costruttiva, può essere misurato mediante appositi test (ad es. il già citato “blower-door-test”).
La normativa italiana a questo riguardo è ancora piuttosto confusa: pur esistendo una direttiva sulle modalità di misurazione della tenuta all’aria, mancano indicazioni chiare sui valori di dispersione minimi e massimi. Spetta perciò al committente dei lavori, o all’architetto, premurarsi di specificarli nel contratto di appalto. In Germania, in Austria e in molti altri paesi europei, questi valori sono invece stabiliti chiaramente dalla legge.


Come si misura il grado di tenuta all’aria?

Il cosiddetto valore n50 esprime il tasso di ricambio d’aria dovuto a infiltrazione ed è rilevato tramite appositi test, come ad es. il blower-door-test.
Questa prova si svolge come segue: una volta chiuse tutte le porte esterne e le finestre, si aziona un ventilatore collocato ad es. presso la porta d’ingresso. In questo modo si può creare, a scelta, una sovrapressione o una depressione e quindi misurare il valore n50.
I punti da cui filtra l’aria sono individuati dapprima approssimativamente, passando il dorso della mano in corrispondenza delle possibili zone critiche; lì andrà poi collocato il termo-anemometro per la misurazione.
In linea generale sono tollerati flussi d’aria fino a 1 m/s, mentre è indispensabile intervenire quando la velocità di circolazione dell’aria supera i 2 m/s.

La tenuta all’aria di edifici o abitazioni in costruzione andrebbe misurata prima che i lavori siano ultimati, in modo da poter effettuare tempestivamente le correzioni necessarie. Il momento giusto per eseguire la misurazione è dopo la conclusione dei rivestimenti ermetici (ad es. degli intonaci) e dopo il montaggio definitivo della porta d’ingresso e delle finestre.

Quali sono i punti più soggetti alle infiltrazioni d’aria?

I punti critici sono tutte le brecce aperte nell’involucro edilizio, ad es. quelle per porte e finestre o i fori per il passaggio di cavi elettrici e condutture per acqua e gas, ma anche le linee di giunzione tra muratura e tetto, i camini non intonacati e molto altro ancora.

Come fare per essere sicuri che la propria casa sia impermeabile all’aria?

Il committente può tutelarsi contro le infiltrazioni incontrollate e i problemi connessi – eccessivo consumo energetico, danni agli elementi costruttivi ecc. – inserendo nel contratto di appalto una clausola relativa al valore di ermeticità per l’involucro edilizio (v. tabella) e specificando che le eventuali infiltrazioni accertate durante il test di verifica dovranno essere eliminate senza che ciò comporti costi aggiuntivi a suo carico. Qualora il test dell’impermeabilità all’aria dovesse evidenziare gravi carenze, si consiglia di rieseguirlo dopo che sono stati effettuati gli interventi correttivi, al fine di assicurarsi che tutte le infiltrazioni siano state eliminate.

Quanto costa un test di misurazione dell’impermeabilità all’aria?
Il test costa all’incirca 500,00 euro per edificio o abitazione.

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Il movimento dell’aria nell’involucro di un edificio è causato dalle differenze di temperatura o di pressione tra l’interno e l’esterno dovute ai seguenti effetti:

1. Azione del vento La pressione del vento si ripercuote sulle perdite d’aria, facendo penetrare l’aria fredda attraverso le fessure sul lato esposto al vento e fuoriuscire l’aria calda dal resto della struttura.
2. Effetto camino L’edificio si comporta come un grande camino; l’aria calda sale ed esce attraverso le aperture presenti nelle parti alte, mentre l’aria fredda viene attirata verso il pavimento per occupare gli spazi lasciati liberi dall’aria calda.
3. Effetto ventilatore Gli impianti di ventilazione meccanica e passiva sostituiscono deliberatamente l’aria interna con l’aria esterna, più ‘fresca’. Gli impianti pressurizzati convogliano l’aria all’interno dell’edificio, quelli depressurizzati la spingono fuori, mentre i sistemi bilanciati immettono tanta aria quanta ne espellono.
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Il controllo del movimento dell’aria nell’involucro edilizio è fondamentale per ridurre la dispersione termica e prevenire la formazione di umidità. Le infiltrazioni d’aria trasportano calore e umidità (sotto forma di vapore acqueo) verso l’esterno. Il vapore acqueo (trasportato nell’aria) può condensare all’interno dell’involucro edilizio e diventare causa primaria di un cedimento strutturale dell’edificio.

La tenuta all’aria dell’involucro edilizio può essere misurata in conformità al test di pressione previsto dalla norma EN 13829, sottoponendo l’edificio a una sovrapressione di 50 Pa per valutare il tasso di ricambio dell’aria dell’edificio. Il tasso di dispersione d’aria nell’edificio non deve superare il valore di 1 all’ora.

Di seguito sono riportati i tassi di dispersione d’aria relativi a varie tipologie di edifici:

  • Edificio passivo n50 = 0.6
  • Edificio ermetico n50 = 1
  • Edifici di nuova costruzione (Finlandia) n50 = 3–4
  • Tenuta normale n50 = 5…10 (vecchia abitazione finlandese)
  • Costruzione dispersiva n50 = 15

Il livello imposto per la tenuta all’aria è notevolmente più severo, mentre il valore richiesto per un edificio passivo (< 0,6 1/h) sta diventando prassi comune. La tenuta all’aria deve essere progettata in modo tale da consentire una installazione senza discontinuità nell’intero rivestimento esterno.

 

 

Barriera a vapore
  • Una barriera all’aria/vapore impedisce all’aria/vapore acqueo di penetrare attraverso l’involucro. Dovrà essere posizionata sempre sul lato caldo dell’involucro.
  • Una barriera frangivento/impermeabilizzante sul lato esterno dell’involucro impedisce l’ingresso del vento attraverso l’isolamento e protegge l’involucro da pioggia e neve.

 

La nostra avvertenza:
Una perfetta coibentazione dell’edificio è inutile, se d’inverno il calore può disperdersi attraverso fughe o fessure non controllate.
Una perfetta protezione dell’edificio dai raggi solari è inutile, se d’estate l’aria calda può penetrare attraverso fughe o fessure non controllate.



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