Con l’arrivo dell’inverno inizia anche la stagione delle muffe in casa. Le colonie di micofiti compaiono in molti alloggi quando la temperatura esterna comincia a scendere e in casa viene acceso il riscaldamento.

La muffa si forma sul lato interno delle pareti perimetrali degli edifici, proliferando dietro armadi, credenze e carte da parati, dove lascia sgradevoli macchie nere. Oltre a provocare il degrado delle superfici murarie, ha effetti negativi anche sul clima interno delle abitazioni e quindi sulla salute di chi vi abita.

Come combattere la muffa?

Anzitutto è necessario eliminare le tracce di muffa esistenti. Allo scopo si possono impiegare vecchi rimedi come l’alcol denaturato ad alta gradazione (etanolo min. al 70% o nel caso di pareti umide, all’ 80%). In commercio sono disponibili anche vari prodotti fungicidi, sarebbero opportuno evitare quelli contenenti ipoclorito di sodio (ossia la comune candeggina, a base di cloro attivo) perchè dannosi per la salute umana e per l’ambiente. Nell annuario 2006 del giornale tedesco Ökotest sono riportati i risultati dei test compiuti su 23 prodotti antimuffa diversi. Il passo successivo consiste nell’individuare e eliminare le cause dell’inconveniente.

Eliminare le cause

La formazione di colonie fungine può essere dovuta a diversi fattori: insufficiente isolamento termico delle pareti, presenza di ponti termici, errate abitudini di riscaldamento e di ventilazione della casa.

Consiglio

Un igrometro collocato nelle stanze infestate dalla muffa (meglio se in prossimità delle aree più colpite) permette di monitorare il grado di umidità e osservarne l’eventuale relazione con lo sviluppo di colonie fungine. Si consiglia inoltre di ventilare opportunamente i locali, individuando per tentativi la durata e il tipo di ventilazione (aerazione d’urto, correnti d’aria) che influiscono sul grado di umidità. In questo modo si capirà anche se il problema muffe dipende dal ricambio d’aria, e quindi se può essere risolto semplicemente modificando tempi e modi di ventilazione della casa.

Oltre alle muffe, un insufficiente ricambio d’aria può causare anche un’eccessiva concentrazione di anidride carbonica (CO2).

Molti commettono l’errore di non riscaldare mai alcune stanze o di riscaldarle in maniera indiretta sfruttando il calore presente nel resto dell’abitazione. Tuttavia è bene sapere che l’umidità relativa varia in funzione della temperatura. E poiché l’aria fredda trattiene meno umidità, la quota residua tende a condensarsi e depositarsi sulle pareti fredde delle stanze non riscaldate, creando un terreno di coltura ideale per le muffe. La possibile relazione tra umidità, temperatura ambiente e presenza di muffe può essere rilevata anche mediante misurazioni a cura di un tecnico specializzato. Tali misurazioni sono effettuate con l’ausilio di appositi apparecchi che vengono installati per circa 10-15 giorni nell’abitazione interessata.

Consiglio

Qualora non sia possibile modificare le modalità di aerazione manuale, si consiglia di installare un sistema di ventilazione controllare o un dispositivo di apertura-chiusura automatica delle finestre a ribalta. Queste soluzioni garantiscono un corretto ricambio dell’aria interna al momento opportuno, impedendo così sia la formazione di muffe sia un’eccessiva concentrazione di CO2.

Isolamento termico insufficiente / Ponti termici Se le muffe non scompaiono malgrado la corretta ventilazione degli ambienti, allora le cause dell’inconveniente vanno ricercate altrove.

A volte l’origine del problema è visibile a occhio nudo, come accade per elementi in calcestruzzo quali i pilastri non coibentati o i balconi che giungono senza interruzione all’esterno dell’edificio. Questi, infatti, sono tipici esempi di ponti termici, che alimentano la formazione di muffe. Se invece la causa non è così evidente, si possono analizzare i punti critici dell’edificio con l’ausilio della termografia (immagini a infrarossi) eventualmente abbinata a un blower-door-test (controllo dell’impermeabilità all’aria dell’edificio). Questo sitema permette di localizzare gli elementi strutturali che presentano maggiori dispersioni di energia.

Soluzioni al problema della muffa in casa:

– Modificare le modalità di riscaldamento e di ventilazione della casa – Eliminare o ridurre i ponti termici ( formazione di zone fredde dove si condensa l’umidità presente nella casa) – Migliorare la coibentazione dell’edificio (pareti perimetrali, tetto ecc.)

moldhome

NO COMMENTS